Pinocchio - Back to Wood
- Maria Serena Salvatore
- 21 ago 2025
- Tempo di lettura: 2 min
«C’era una volta…
– Un re! – diranno subito i piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato.
C’era una volta un pezzo di legno.» Carlo Collodi
In un’epoca in cui c’è ancora bisogno di magia, è da qui che vogliamo ripartire, da un non-luogo dove l'immaginazione ha il potere di ribaltare le regole del mondo reale, dove la libertà sfrenata si scontra con le conseguenze inattese delle proprie azioni.
La narrazione di Pinocchio Back To Wood invita gli spettatori a seguire le vicende di un pezzo di legno fuori dal comune, Pinocchio, il burattino dal naso estensibile, testimone di menzogne innocenti, frutto del desiderio ardente di Geppetto, ponte tra il mondo dell'immaginario e quello tangibile.
Come in ogni favola che si rispetti, quando il sentiero sembra troppo battuto e la fine prevedibile, il destino ci riserva sorprese inattese.
I visitatori si imbatteranno in un sogno a occhi aperti che si dispiega come un viaggio a ritroso intessuto di promesse e inganni, un cammino personale in cui si riflettono le nostre ambizioni più nascoste e le paure più profonde.
Ma cosa ci insegna realmente il viaggio di Pinocchio? Come possiamo distinguere ciò che è autentico da ciò che è semplicemente un’illusione?
In questa rilettura, la storia prende una svolta inaspettata: un orologio che gira al contrario dona a Pinocchio il dono di scoprire che dagli errori si può sempre imparare. Con un ticchettio, si apre una porta sul passato, permettendogli di intraprendere un viaggio a ritroso nel tempo.
Torna indietro e re-incontra i personaggi di Lucignolo, Gatto e Volpe, Mangiafuoco, che avevano segnato il suo percorso e influenzato le sue scelte sbagliate.
In questo processo di riflessione, Pinocchio scopre che gli errori da lui compiuti, e quelli degli altri, non sono semplici deviazioni, ma passaggi fondamentali nella maturazione di un percorso di crescita.
Così, il piccolo burattino di legno, che una volta agiva senza riflettere, ora si assume la responsabilità di illuminare il cammino degli altri, aiutandoli a riconoscere i propri sbagli e conducendoli a una maggiore consapevolezza di sé e dell’altro.
Il viaggio si sviluppa quindi attraverso una serie di comiche avventure, che si riveleranno non solo un’occasione di apprendimento per Pinocchio, ma una missione: imparare dai propri errori e contribuire attivamente al miglioramento degli altri, dimostrando come, anche attraverso passi sbagliati, si possa trovare la direzione giusta.
La storia si conclude con una trasformazione che va oltre il visibile: dopo aver completato la sua missione, Pinocchio torna alla sua essenza originaria di legno, trasformandosi però in un rigoglioso albero.
Questo cambio di forma non è solo un ritorno alle origini ma un'evoluzione verso qualcosa di più grande e significativo, che segna il punto culminante di un viaggio sia fisico che interiore.
Il messaggio risuona forte e chiaro: sbagliare è parte del cammino, l'importante è agire con coraggio e riconoscere che esistono sempre alternative.
Il piccolo burattino trasmette questa verità non solo ai personaggi del racconto, ma estende il suo insegnamento a tutti noi spettatori.
Ognuno potrebbe trovare un Pinocchio nel corso della propria vita e, per accorgersene, basterà guardarsi intorno e osservare quanti alberi ci circondano, pronti a ricordarci che si può sempre imparare dagli errori e rifiorire per un nuovo inizio.



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